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Manzo all'olio
IL PIATTO SIMBOLO di Rovato è però il "manzo all'olio", una ricetta che porta nella cucina bresciana un tocco di classe e di fantasia, oggetto di una ricerca storica e di una valorizzazione promosse dalla stessa amministrazione comunale. |
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La sua origine cinquecentesca e patrizia vien fatta risalire al ricettario della nobildonna Veronica Pocellaga. Si tratta di una lunga e lenta bollitura della carne in acqua e olio, protratta fino al massimo restringimento del liquido di cottura. Che sia un piatto di prestigio chiaro sia per il taglio di carne richiesto, il pregiato cappello del prete, sia per l'impiego di abbondante olio di oliva, ingrediente se non esotico, vista la diffusione dell'ulivo nell'area semina, quinto meno insolito per la cucina del luogo, orientata all'uso dei grassi animali. Tuttavia la sua diffusione è stata tale che ogni trattoria e ogni donna di casa l'adottarono, generando la moltiplicazione delle varianti. La steccatura della carne con acciughe, l'aggiunta di capperi o di olive, la infarinatura della carne, piuttosto che l'inspessimento del sugo con pane grattato o formaggio grana, sono materia di discussione. Generalmente viene servito con polenta. |
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